I tumori del cuore

Cosa sono? Perché non se ne sente parlare mai? C’è chi addirittura crede che non esistano…

…E invece anche il cuore viene colpito dai tumori, processi neoplastici abbastanza rari che per questo motivo non attirano l’attenzione dei più. Nel 95% dei casi, inoltre, queste trasformazioni sono benigne e quindi non rappresentano un’urgenza; si localizzano per il 75% nell’atrio sinistro, per il 15% nell’atrio destro e per il resto dei casi nei ventricoli.

Le neoplasie del cuore vengono solitamente classificate in primitive, che hanno esordio nel nostro organo pompa, e secondarie, che insorgono cioè in altri organi prima di raggiungere il cuore. Una seconda classificazione suddivide questi tumori in benigni, che come detto sono di gran lunga i più frequenti, e maligni (come si è soliti indicare tutti quei tumori che tendono ad espandersi ed intaccare altri organi).

La forma più frequente, nonchè la più conosciuta, tra le neoplasie primitive del cuore è il Mixoma, una proliferazione che raggiunge in media dimensioni di 7 centimentri, con una forma che ricorda una piccola medusa; è solitamente asintomatico e viene scoperto in maniera occasionale ma diventa pericoloso quando le sue dimensioni aumentano fino a comportare un rischio di evento ischemico. A rendere ancora più difficoltosa la diagnosi partecipano i sintomi piuttosto aspecifici che variano tra febbre, dolore toracico e difficoltà respiratorie.

Perché il nostro cuore sembra essere cosi ben protetto dai tumori? La spiegazione più valida è fornita dal livello di differenziazione dei cardiomiociti, le cellule che compongono il cuore, le quali escono precocemente dal ciclo replicativo e smettono di dividersi. Questo fattore ostacolerebbe l’insorgenza del tumore che come caretteristica fondamentale ha quello di accelerale od attivare i cicli replicativi delle cellule che invade. In parole povere, il tumore trova dei freni a volte insuperabili che ostacolano la propria replicazione. L’esempio opposto è quello dei tessuti epiteliali dove le cellule sono in continua proliferazione e quindi offrono al tumore un target ideale.