Intervista al paziente: la donazione di sangue

donazione di sangue

Non avete mai donato il sangue per paura degli aghi o per semplice pigrizia? Le parole del donatore che abbiamo intervistato potrebbero convincervi a cambiare idea.

Glauco, 30 anni, il giorno dopo la sua prima donazione di sangue si è messo a nostra disposizione e ci ha raccontato la sua esperienza con grande entusiasmo.

E’ stata la tua prima volta? Perché sei andato a donare? È stata la mia prima donazione di sangue. Sono andato perché la sorella della mia compagna, conoscendo il mio gruppo sanguigno ed avendo un amico reduce da un incidente stradale, mi ha chiesto di donare il sangue, specificando che fosse per questo paziente, ricoverato in rianimazione presso la medesima struttura ospedaliera.

Qual è il tuo gruppo sanguigno? 0 negativo

Sapevi quanto fosse raro il tuo gruppo e in generale come funziona la compatibilità? Mi sono informato in tal senso. Un’importante campagna sull’importanza di donare il sangue mi venne proposta durante il test per la microcitemia alle medie. In quell’occasione mi diedero una tabella dalla quale ho capito che il mio particolare gruppo sanguigno avrei potuto condividerlo con tutti ma avrei potuto ricevere solo dagli appartenenti al mio stesso gruppo. Ricordo che mi venne suggerito anche di scriverlo in un foglietto da tenere assieme alla carta di identità. Quella fu la più dettagliata campagna di sensibilizzazione sul tema.

compatibilità

Ti hanno dato delle indicazioni da seguire prima della donazione? Mi hanno chiesto di venire a digiuno o con una colazione leggera, nulla di più in verità. Solo al mio arrivo mi hanno spiegato in breve come funziona e mi hanno dato un questionario da riempire con domande anche a volte troppo “tecniche” a cui non sapevo bene come rispondere, tipo “hai contratto o frequenti persone che abbiano contratto la malattia -tal dei tali- negli ultimi 6 mesi?” La malattia -tal dei tali- aveva un nome poco conosciuto e non avrei saputo rispondere con certezza se non avessi cercato su internet.

Raccontaci come è andata. Appena entrato ho specificato che avrei donato in favore di questo ragazzo, mi hanno dato un numeretto che serviva per il prelievo ai fini del test di compatibilità: viene verificata con un mini prelievo la fattibilità della donazione, con esito in breve tempo. Prima di questo prelievo mi hanno fatto compilare un modulo sul trattamento dati e il questionario, di circa 4 pagine. Ho impiegato una ventina di minuti per rispondere con attenzione. Una volta compilati i questionari ho consegnato i fogli al medico. Il medico era di origine indiana, molto simpatico, come anche l’infermiera che era invece asiatica: per un momento ho pensato, divertito, di trovarmi sul set di Grey’s Anatomy! Il medico del primo prelievo mi ha ammonito di mangiare più carne rossa e riposare di più. Poi sono tornato in sala d’attesa. A dire degli infermieri quel giorno c’era molta più gente del solito e per entrare in sala prelievi ci sono voluti almeno 45 minuti. Una volta dentro mi hanno fatto accomodare su una poltrona, chiedendomi quindi se avessi paura degli aghi e dicendomi che qualora mi fossi sentito poco bene avrei potuto chiamarle. Devo dire che la cortesia, la simpatia, i sorrisi di quel reparto trasfusionale hanno superato le mie aspettative: pensavo di trovare persone meno sorridenti, più stressate e meno disponibili. Il prelievo è durato in tutto una ventina di minuti. Un po’ più del solito mi hanno detto, spiegandomi che può dipendere da diversi fattori, ad esempio dalla pressione sanguigna. C’erano diversi donatori abituali vicino a me. Dopo il prelievo mi hanno medicato e mi hanno fatto restare sdraiato sul lettino per un po’ prima di andare a fare una ricca colazione in sala ristoro.

L’ago ti ha dato dolore? Hai sentito fastidio durante o dopo? Dolore no, solo un leggero fastidio all’ingresso dell’ago in vena, trascurabile. Il giorno seguente non ho sentito niente.

Donerai ancora in futuro? Sì, mi piacerebbe farlo ogniqualvolta sia possibile. È stata un’esperienza positiva ed effettivamente donare il sangue ti dà una bella sensazione.

Cosa ti senti di dire al prossimo per invitarlo a donare? Di non avere lo spauracchio della malasanità, né del dolore, e di farlo con il cuore. Donare il sangue dà una bella sensazione, fa bene al ricambio dello stesso e con le normative in vigore si ha diritto ad un giorno di riposo retribuito. E poi c’è la colazione gratis!

Donate il vostro sangue, potreste salvare una vita! Per altre informazioni: AVIS