Le Macchine Anatomiche


« […] fece uccidere due suoi servi, un uomo e una donna, e imbalsamarne stranamente i corpi in modo che mostrassero nel loro interno tutti i visceri, le arterie e le vene. »

Cosi scrive Benedetto Croce negli “Scritti di storia letteraria e politica” riferendosi a Raimondo di Sangro, il principe di Sansevero, personaggio centrale della Leggenda Nera; secondo questa credenza popolare nel 1763 il principe avrebbe commissionato la creazione di due modelli anatomici a Giuseppe Salerno, un anatomista siciliano specializzato nella conservazione dei corpi, che sarebbe quindi l’effettivo realizzatore delle macchine anatomiche, due scheletri umani dotati di minuziosissimi apparati circolatori. La dovizia di particolari che caratterizza questi modelli ha portato a credere per molto tempo che si trattasse di due veri apparati biologici, mantenutisi incredibilmente bene nel tempo grazie all’utilizzo di misteriose formule alchemiche sperimentate sui corpi di due schiavi del principe, il cui sangue sarebbe stato trasformato in metallo grazie all’iniezione di un’ignota sostanza fissante.

Con l’avanzamento della tecnologia è stato tuttavia dimostrato che i vasi sanguigni altro non sono che artefatti costituiti da cera, fibre di seta e filo metallico, al contrario degli scheletri che sono invece di provenienza umana. Una ricostruzione quindi, ma sicuramente di pregiatissima fattura.

Il principe di Sansevero era noto all’epoca per il suo interesse nella medicina e per l’insaziabile brama di conoscenza, potendo vantare tra i vari appellativi affibiatogli quelli di inventore, anatomista, letterato ed esoterista; i due modelli, che in origine erano tre per la presenza di un feto di cui oggi non si conosce il fato, erano esposti nella “sala della Fenice” del palazzo principesco, in una posizione insolitamente centrale nella stanza, cosa che lascia supporre una finalità di studio accademico oltre che di ornamento atto a stupire gli ospiti; c’è chi vede nel nome della stanza un chiaro rimando all’immortalità o alla rinascita…

Le macchine anatomiche sono oggi esposti nella cappella di Sansevero a Napoli.