I limiti del corpo umano

HUMAN BODY

Quali sono i limiti funzionali e prestazionali del corpo umano? La temperatura, le ore di sonno, il range visivo, il bisogno d’ossigeno e tutti gli altri fattori capaci di limitare l’uomo.

La specie umana è senza dubbio quella dominante del pianeta, un traguardo raggiungo dopo millenni di evoluzione in cui il nostro organismo ha saputo adattarsi all’ambiente circostante, i nostri sensi si sono affinati e specializzati, i nostri muscoli si sono sviluppati per sostenere la postura più adatta. In effetti ci siamo adattati, come Darwin insegna:

Darwin

Nonostante questo l’uomo è ben lungi dalla perfezione biologica, traguardo che potrà raggiungere solo quando sarà in grado di autosostentamento (prendere spunto dalla fotosintesi non sarebbe male), autoguarigione senza limiti e padroneggiamento assoluto delle leggi della fisica che lo rendano se non onniesciente, quasi. Quali sono quindi i limiti più evidenti del nostro essere e del nostro fare? I limiti dell’essere, ovvero i limiti funzionali, sono le condizioni che se non rispettate possono portare ad un danno o alla morte. I limiti del fare, o limiti prestazionali, sono invece i muri oltre i quali non possiamo spingergi oltre. (non nell’immediato, almeno).

LIMITI FUNZIONALI:

  • Calore corporeo: tutti abbiamo avuto la febbre almeno una volta. Non è mai un’esperienza piacevole, sebbene il cambio di temperatura sia di soli 2-3 gradi rispetto a quella standard.. E quando il termometro raggiunge i 40 gradi episodi di delirio sono all’ordine dell’evento, perdita di conoscenza, impotenza ecc. Quando il calore corporeo raggiunge i 42°C i danni all’organismo diventano letali.
  • Calore dell’acqua: qualsiasi individuo non resisterebbe più di 30 minuti immerso nell’acqua a 4.5C°, passati i quali andrebbe incontro ad un ipotermia fatale.
  • Altitudine: la maggior parte degli uomini perderebbe conoscenza sopra i 4500mt; esistono tuttavia popolazioni che si sono adattate sviluppando polmoni più grandi e un maggior numero di globuli rossi nel sangue.
  • Digiuno: 45 giorni è il limite massimo, giorni estenuanti in cui l’organismo è indotto, dopo aver consumato le varie riserve energetiche, a digerire se stesso. Curiosità: tra tutti i depositi di adipe del corpo, quello che circonda e sostiene il bulbo oculare è quello che viene intaccato tra gli ultimi.
  • Profondità di immersione (pressione): la maggioranza degli individui perderebbe conoscenza intorno ai 18 metri di profondità; atleti che hanno spinto oltre i limiti questo tipo di resistenza hanno raggiunto un massimo di 85 metri prima di perdere i sensi.
  • Mancanza di ossigeno: il cervello che non riceve ossigeno per circa 3 minuti di fila andrà incontro a danni permanenti, la morte sopraggiunge pochi minuti dopo. Nonostante questo elemento sia vitale per l’uomo, dell’aria che ci circonda solo il 21% è rappresentato da O2.
  • Disidratazione: se il 70% del nostro corpo è costituito da acqua un motivo c’è; un uomo non supererebbe i 9 giorni senza bere.
  • Sonno: non esistono dati scientifici che indichino un limite fisiologico a riguardo in quanto, sebbene un individuo forte nella volontà possa imporsi di resistere al bere e al mangiare, prima o poi cederebbe per forza di cose al sonno. Quello che sappiamo è che ad ogni notte saltata le prestazioni generali dell’individuo scendono, i sensi e la coordinazione vengono meno, fino a raggiungere intorno agli 8 giorni gravi disturbi di personalità; nulla che non si possa recuperare con un bel sonno ristoratore.
  • Peso: anche qui non esiste un valore limite preciso, essendo una condizione molto variabile di individuo in individuo, ma dalla letteratura scientifica e dai guinnes dei primati si evince che dai 300 kg in su il pericolo di insufficienza cardiaca e polmonare aumenta esponenzialmente.
  • Assorbimento di radiazioni: le radiazioni sono pericolosissime per l’uomo in quanto capaci di danneggiare il DNA (e quindi il codice genetico); secondo quando stabilito da Peter Caracappa, ingegnere nucleare del Rensselaer Polytechnic Institute, una quantità di 5 o 6 Sieverts assorbita per pochi minuti sembrerebbe essere una dose capace di danni irreparabili per le capacità rigenerative del nostro corpo, portando quindi alla morte.
  • Accelerazione: ovvero, quanta accelerazione possiamo tollerare prima che i nostri organi vengano schiacciati contro le nostre stesse ossa? La NASA, sempre indaffarata in fascinosi esperimenti per sostenere l’esplorazione spaziale, ha cosi risposto: l’accellerazione laterale alla quale i nostri organi verrebbero strappati gli uni dagli altri e dai legamenti che li sostengono è di 14 G, ovvero 14 volte l’accelerazione gravitazionale del nostro pianeta.

LIMITI PRESTAZIONALI:

  • Range visivo: l’occhio umano è capace di percepire solo le lunghezze d’onda che vanno dai 400 agli 800 nanomentri circa, intervallo che viene chiamato spettro visibile. Cosa non siamo in grado di vedere? In ordine sparso, ultravioletti, infrarossi, onde radio, raggi X, raggi gamma ecc.
  • Range uditivo: discorso simile per l’intervallo di suoni che possiamo ascoltare, stimato tra i 20 e i 20,000 Hz; con l’avanzare dell’età inoltre il valore massimo tende ad abbassarsi. I cani arrivano fino a 45.000 Hz, i gatti arrivano a 70.000 Hz ed i pipistrelli oltre 100.000 Hz.
  • Olfatto-Gusto: due sensi che ben sappiamo non essere prerogativa della specie umana, anche se è più difficile determinarne matematicamente i limiti.
  • Velocità: gli appassionati di atletica sapranno già che il record mondiale dei 100 metri è detenuto da Usain Bolt ed equivale 9,58 secondi, che corrisponde ad una velocità di 37,578 km/h. Impressionante, senza dubbio, ma nulla in confronto al ghepardo che può raggiungere i 120 km/h.
  • Forza: banalizzando la “forza” come la capacità di sollevare un peso, l’uomo non è di certo quello che maggiormente ne sia dotato: l’uomo più forte del mondo è riuscito a sollevare 4 volte il proprio peso; lo scarabeo Dynastes Hercules alza 850 volte il proprio peso. Il mammifero più forte in assoluto è l’elefante.
  • Doti intellettive: che l’uomo sia l’abitante più intelligente del pianeta non v’è dubbio ed è proprio questa nostra condizione privilegiata che ci spinge ad indagare su noi stessi, a chiederci quando e come potremo diventare ancora più intelligenti, sviluppare una memoria non più soggetta al passare del tempo, aumentare le nostre capacità di apprendimento. “Sopportiamo” questi limiti, in attesa del prossimo step evolutivo..
  • Longevità: la durata della vita non poteva non entrare nell’elenco dei limiti umani, senza dilungarci in speculazioni etiche o filosofiche per stabilire quale sia la giusta durata della vita, o se sia giusto che la vita abbia di per sé una durata. Sappiamo solo che, come qualsiasi altro ammasso di atomi nella galassia, siamo soggetti alle leggi della fisica che inesorabilmente portano al disfacimento della nostra biologia, o meglio alla trasformazione. Se non vi siete mai posti un interrogativo sul tempo e sulla vita probabilmente siete una cozza artica (che vive fino a 220 anni).