Mozart era affetto dalla sindrome di Tourette?


 

Reperti storici, lettere, testimonianze e le sue stesse opere per indagare il genio di Mozart. Talento divino o disordine neurologico?

Wolfgang Amadeus Mozart, 1756–1791, è considerato il più grande talento musicale della storia dell’umanità ma viene anche ricordato per il suo carattere sregolato che nel corso degli anni ha portato molti clinici ad interrogarsi sulla possibilità che fosse affetto da qualche disturbo della personalità, in primis la sindrome di Tourette. La caratteristica più interessante che si manifesta in alcuni “tourettiani” è lo sviluppo di talenti o abilità uniche, similmente agli individui affetti da autismo o da sindrome dell’idiot savant. Altre grandi personalità sono state accostate a disturbi neurologici, come David Helfgott (schizofrenia) e Van Gogh (mania depressiva), ma anche Tchaikovsky, Hemingway, Tolstoy, Edgar Allan Poe e John Nash (che ha ispirato il film “a beautiful mind”).

 

La sindrome di Tourette (ST) è un disordine neurologico che si manifesta con un quadro comportamentale alterato, caratterizzato da episodi di coprolalia*, ecolalia**, tic di varia natura e difficoltà di integrazione sociale; si associa inoltre spesso alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività e al disturbo ossessivo-compulsivo. Si stima che la ST affligga il 2% della popolazione mondiale seppur frequentemente in maniera transitoria.

 

Background del personaggio: Mozart ha fatto parlare di sé fin dall’infanzia per il suo innato talento, essendo dotato di orecchio assoluto, di un’impeccabile memoria musicale e di un’ineguagliabile capacità di lettura e composizione musicale. Pare inoltre che avesse una tale acuità uditiva che i suoni troppo alti gli facessero fisicamente male. Ha trascorso l’infanzia esibendosi nelle corti dei sovrani europei, ha scritto la sua prima sinfonia a 8 anni ed ha composto per tutto il resto della sua vita creando opere che hanno segnato la storia della musica. E’ morto a 35 anni in circostanze ancora poco chiare.

 

Linguaggio: diversi tra medici, storici e psicologi hanno raccolto informazioni per poter tracciare un profilo clinico completo di Mozart. L’analisi della sua corrispondenza epistolare ha mostrato che il 13% delle sue lettere contiene volgarità spesso ingiustificate, anche quelle rivolte ai familiari, come la cugina, con la quale fa sovente riferimento alla defecazione ed altre volgarità. Un altro esempio della sua propensione al torpiloquio ci è fornita dal titolo dell’opera “Leck mich am Arsch” (lick my ass), composta all’età di 26 anni. Joseph Lange, un attore che all’epoca era molto in contatto con Mozart per questioni lavorative, riporta in una lettera di questa bizzarra propensione alla volgarità, sostenendo anche come a parer suo quel comportamento insano ed immaturo altro non fosse che un sottoprodotto dell’immane capacità creativa del compositore. Tali caratteristiche linguistiche (coprografia) sostengono la diagnosi di ST, il comportamento arrogante è tipico di un idiot savant, tuttavia Mozart era una persona molto stressata, sia dal lavoro, sia dalla figura del padre, e lo stress può portare a comportamenti di stampo nevrotico.

 

Comportamento motorio: di Mozart si racconta che si esibisse non di rado in movimenti inconsulti, spesso in circostanze inopportune, come frequenti smorfie facciali, movimenti ripetuti involontari di mani e piedi, saltelli, giravolte, gesticolazioni e quant’altro, una probabile manifestazione della sua iperattività cerebrale. Altre testimonianze raccontano di come Mozart fosse solito gestire più azioni contemporaneamente (comporre, giocare a biliardo, camminare), architettare giochi infantili e ridicoli ed alternare stati umorali opposti, per alcuni correlati a un disturbo bipolare, per altri semplice estrinsecazione della sua personalità eccentrica.

 

Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD): è una delle comorbidità maggiormente associata alla ST e sembra che Mozart potesse soffrirne, essendo spesso ossessionato da oggetti, pensieri ma anche parole che ripeteva più e più volte agli altri come a sé stesso. Una delle sue più grandi ossessioni era l’innaturale paura che lo attanagliava nel momento in cui la moglie usciva di casa o nell’atto della toeletta.

 

L’abuso di alcol: la sua inadeguatezza sociale, l’ossessività, le paure immotivate e i momenti di umore basso hanno deviato Wolfgang verso una condotta da alcolista che di certo non ha giovato al suo benessere mentale e lo ha portato a diversi problemi con la legge. L’abuso di alcol è un’altra espressione della sua incapacità di mantenere un adeguato self-control.

 

Le opere: alcune delle composizioni di Mozart sembrano riflettere la sua personalità impaziente, presumibilmente legata al deficit d’attenzione. Karl Ditters von Dittersdorf, un eminente violinista e compositore, scrisse di lui “Lascia il suo uditore senza fiato, poiché non appena questi riesca a calarsi nell’incantesimo di un passaggio ne arriva subito un altro che disperde il primo, e questo accade per tutto, affinché alla fine non sia possibile fare proprie nessuna di queste bellissime melodie”. Anche la dichiarazione dell’imperatore Giuseppe II “troppo bello per i nostri orecchi, e troppe troppe note, mio caro Mozart”, è stata avanzata come prova a sostegno dell’eccessiva ripetizione forzata di parole, ritmi e note nelle opere di Mozart, legata ad un atteggiamento ossessivo. L’ipercinetica, l’incapacità nel contenere le emozioni, l’aspetto comico e la performance simultanea di diverse composizioni (come avviene nel Quodlibet) hanno suscitato l’idea che la sua unicità artistica sia dovuta alla proiezione del suo “tourettismo musicale”.

 

L’effetto Mozart: paradossalmente, almeno per quanto detto fino ad ora sul suo profilo mentale, la musica di Mozart sembra avere un effetto benefico su chi la ascolta, l’ “Effetto Mozart”. Alcune composizioni, come la Sonata per pianoforte in D Major (K.448), sembrano portare ad un miglioramento delle prestazioni mentali e del QI in pochi minuti di ascolto. Sembrano inoltre mostrare un effetto terapeutico sui pazienti epilettici aumentando il flusso sanguigno alle aree prefrontali e occipitali-temporali, dorsolaterali e alla corteccia cerebellare.

 

Conclusioni: sebbene ci siano gli indizi clinici per poter ipotizzare una sindrome di Tourette e altri disturbi associati alcuni credono che Mozart non avesse niente di patologico, fintanto che la genialità non possa esser considerata una malattia; gli individui che sono profondamente coinvolti nella propria professione possono arrivare ad estraniarsi a tal punto dal contesto in cui vivono da poter arrivare ad ignorare il tempo, il luogo, le persone e tanto più le convenzioni sociali del contesto, andando inoltre a dissipare l’ansia o lo stress sotto forma di comportamenti bizzarri (gesticolando, parlando a se stessi, urlando ecc). E’ possibile che il suo comportamento anormale sia il risultato dell’incontenibile genio incapace di rimanere sui binari della normalità, di una condotta socialmente accettabile, ma è altrettanto possibile che il suo straordinario talento creativo sia stato influenzato dalle qualche alterazione neurologica, cognitiva e funzionale che gli abbia aperto la mente alla musica in una maniera del tutto insolita.

 

Mozart, a prescindere dal suo diario clinico, affascinerà per sempre gli studiosi perché ha dato l’ennesima prova di forza del nostro cervello, oggetto misterioso quasi quanto la musica, l’arte che tra tutte è quella che più si avvicina alla magia.

 

 

*comportamento compulsivo patologico che provoca, nell’individuo che ne è affetto, la necessità impellente ed esplosiva di pronunciare parole o frasi dal contenuto osceno e/o volgare.

**disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un’eco, parole o frasi pronunciate da altre persone

 

Fonte: NCBI