Real Bodies, la recensione


La miglior mostra sul corpo umano.

Intanto no, non siamo svenuti (malori alla mostra sul corpo umano), ma il pezzo forte della mostra non c’era; le sospensioni. Non abbiamo potuto ammirare questi individui di presumibile estrazione circense che, appesi a dei ganci, ci dimostrano l’incredibile elasticità della cute. Al loro posto uno spazio vuoto che ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca…

…Ma la mostra è bella davvero. In circa un’ora e mezza più di 300 tra modelli ed illustrazioni di organi, disposti in maniera sistematica durante il percorso, ci consentono un’esplorazione più che soddisfacente del mondo dell’anatomia. Il primo impatto è dei migliori grazie all’accoglienza fornita dal modello “vitruviano”, protagonista della prima area (vedi foto in basso) dove viene anche fornita un’infarinata sulla storia dell’anatomia. Al momento dell’acquisto dei biglietti viene proposta un’audioguida che sicuramente arricchisce l’esperienza ma che non abbiamo adoperato.

Una musica rilassante accompagna i visitatori per tutta la mostra, una luce diffusa e sapientemente studiata aumenta l’immersività nella location e garantisce una piacevole atmosfera in stile padre e figlio Angela. La prima sensazione davanti a qualcosa di cosi poco noto (ai più) ma cosi personale è la curiosità, che poi evolve in stupore e infine in esaltazione. “Ma veramente c’è questo dentro?”. I pezzi esposti seguono un percorso che attraversa tutti gli apparati del corpo umano dell’adulto, raggiunge poi una zona di anatomia sezionale e si conclude con una sezione dedicata all’embrione e allo sviluppo. Interessanti le composizioni riguardanti gli atleti di vari sport dove i modelli sono plasmati nelle posizioni più caratteristiche delle relative discipline. Purtroppo non abbiamo foto nostre in quanto l’uso di telefoni e delle macchine fotografiche è vietato (e forse è un bene).

Molti elementi sono avvicinabili fino a pochi centimetri, non essendo protetti da vetri o recinzioni, permettendo quindi un profondo contatto visivo con gli oggetti dell’esposizione (anche se vale la regola d’oro guardare ma non toccare). Gli elementi sezionati sono particolarmente utili per l’approccio accademico ma anche per soddisfare le curiosità dei non addetti ai lavori, risultando molto più pratici di qualsiasi atlante anatomico. Le didascalie che accompagnano i pezzi sono più che esaustive per un pubblico medio. Non mancano inoltre modellini di anatomia patologica che mostrano le alterazioni degli organi nel corso di diverse malattie.

Un plauso per l’invito alla riflessione proposto nella parte finale della mostra: due polmoni, uno di un fumatore e l’altro di un non fumatore, sono posti vicini affinché ne vengano esaltate le differenze. A ridosso di questi modelli c’è un recipiente dove poter gettare i pacchetti di sigarette. A voi la scelta.

Real bodies è Body Worlds? Di certo si somigliano ma Real Bodies ha quel qualcosa in più che lascerà soddisfatto il visitatore che è già stato a Body Worlds.